Il tè (Camellia sinensis) -la bevanda più comunemente consumata nel mondo dopo l’acqua - è un’antica bevanda che è stata gustata per almeno 1.600 anni prima che gli Europei la gustasserot (la leggenda Cinese parla di 4.500 anni). Ma è stato solo circa 1.000 anni fa, durante la dinastia Song, che il bere il tè diventò diffuso e il governo iniziò a supervisionare la produzione di tè, regola il suo commercio, e raccogliere le tasse sul tè. I monaci buddisti, che non potevano bere alcol e necessitavano una stimolazione per rimanere svegli durante la meditazione, si pensa che dettero un grande aiuto alla popolarizzazione della bevanda, come anche per aver portato la cultura del tè in Corea e Giappone.
I Portoghesi raggiunsero la costa del sud della Cina nel 1514 e divennero i primi europei a guadagnare il diritto di commerciare con la Cina e i primi a bere il tè. Furono anche i primi a introdurre il tè in Europa, e nei secoli seguenti il tè divenne uno dei premi ricercati nella guerra tra i Portoghesi, i Tedeschi e gli Inglesi per il controllo dei commerci con la Cina.
Il tè - insieme a caffè e cacao - ebbe fortuna in Europa durante il diciassettesimo secolo, che a sua volta aumentò la richiesta di zucchero per addolcire le nuove bevande. A Londra, le “coffee-houses” che servivano queste bevande iniziarono a moltiplicarsi, e alcune - come quello posseduto da Edward Lloyd, che serviva una clientela specializzata (in questo caso, individui interessati in trasporti marittimi e assicurazioni marine) - sbocciate in altri affari come quello di Lloyd di Londra. Altri, come “Tom’s Coffee House,” aperto da Thomas Twining, diventò uno dei maggiori importatori di tè.
Il tè è stato il prodotto principale dei coloni inglesi nel Nord America e, a causa delle tasse Inglesi, diventò una causa ulteriore di frizione tra le tredici colonie e il Parlamento, che alla fine risultò nel Tè Party di Boston - uno in una successione di passi che sembrano aver condotto inesorabilmente alla Rivoluzione Americana.
E’ stato solo nel diciannovesimo secolo che gli Europei hanno scoperto i sergreti della coltivazione del tè, eliminando così un’ignoranza che fino a quel momento aveva significato il monopolio della Cina. E’ stato durante la prima metà di quel secolo che gli inglesi hanno fondato le grandi piantagioni di Assam e Ceylon in India, e i tedeschi hanno creato le piantagioni di tè nelle loro colonie nell’est dell’India. Ma la Cina tuttavia continuò a dominare i mercati del mondo, e la Gran Bretagna continuò a comprare grandi quantità di tè Cinese, anche se, come regola, il tè doveva essere pagato per tipi. L’ostinata insistenza dei Cinesi riguardo il fatto che loro non necessitavano niente dall’Occidente a parte i metalli preziosi era sempre stato irritante per gli Inglesi, che ora vedevano l’oppio (cresciuto nell’India inglese e contrabbandato in Cina) come una soluzione allo squilibrio del mercato. Il governo Cinese divenne sempre più indignato dalla dipendenza della sua gente al mercato di massa, e il suo tentativo di fermare il traffico innescò la Guerra dell’Oppio (1840-2), durante la quale la Gran Bretagna trionfò militarmente ed effettivamente aprì la Cina al commercio del mondo mentre mercanteggiavano enormi concessioni territoriali e di mercato per loro stessi.
Nella metà di secolo seguente la Guerra dell’Oppio vide molta competizione nel commercio Cinese, e con un pubblico Occidentale convinto che più era fresco più era buono, la velocità nel trasporto divenne critica. Per alcune romantiche decadi, la velocità era fornita dalle famose navi clipper, che potevano portare velocemente il tè dalla Cina a Londra o New York in 90-120 giorni invece dei precedenti 6-9 mesi - effettivamente dimezzando il tempo di navigazione.
Il tè raggiunse il massimo della sua popolarità nel 1880, ma eventi successivi servirono a sostenere la richiesta della bevanda. Uno è stato l’introduzione del tè freddo ad una folla assetata alla fiera St. Louis World del 1904, che, sebbene faticosamente costituì l’invenzione della bevanda (come è stato dichiarato), certamente aiutò a farlo diventare popolare. Un altro evento fu l’invenzione involontaria della bustina di tè di Thomas Sullivan nel 1908. Sullivan era un mercante di tè che cominciò a distribuire i suoi campioni in bustine di seta cucite a mano piuttosto che in scatoline di metallo e fu immediatamente sommerso di ordini dal clienti che avevano scoperto che potevano infondere il tè tenendolo nella bustina.
Si narra che ci siano più tipi di tè in Cina che di vini in Francia. A questo si aggiunge il fatto che la classificazione dei tè è difficile quanto quella dei vini. Tutti i tè iniziano come “verdi”, e deve essere arrotolato, appassito, cotto e seccato per disattivare un enzima presente nelle foglie. Se, comunque, lo foglie arrotolate e tagliate sono fatte riposare (e fermentare) per 1-3 ore prima di scaldarle, il tè diventa “nero”. Se le foglie sono semifermentate, il tè è chiamato “Oolong.” La gradazione del tè dipende dalla grandezza delle foglie. I germogli giovani e teneri fanno il tè migliore, e così solo il bocciolo e le foglie sulla punta sono tolte dall’arbusto. Con il tè nero, il bocciolo è chiamato “pekoe tip”; la foglia più giovane aperta completamente è “tè nero all’arancio”; la foglia successiva è “pekoe,” poi “pekoe souchong”; e finalmente c’è “souchong” - le foglie più grandi che sono usate. I gradi del tè verde corrispondenti sono “twanky” per il bocciolo, poi “gunpowder,” “imperial,” “young hyson” e “hyson.” I pezzi più piccoli, chiamati “dust,” generalmente vanno nelle bustine di tè.
Il più famoso dei tè neri Cinesi è il Keemun (o Keemum), conosciuto per la sua qualità simile al vino. Il tè Darjeeling, dalle colline dell’Himalaya, è uno dei contributi dell’India ai ranghi dei tè neri rari e prestigiosi. Il tè Assam (dalla stessa regione ma ad altezza inferiore) è un altro. I tè del Ceylon, dallo Sri Lanka, portano il gamut - dal medio Flowery Orange Pekoe fino al corposo Broken Orange Pekoe Fannings. L’ Oolongs di grado più alto e il fumoso Lapsung Souchongs vengono prevalentemente dal Taiwan.
In verità, comunque, la maggior parte dei tè commerciali sono una mistura di diversi di questi tè. I tè verdi sono consumati prevalentemente in Giappone e in alcune delle nazioni Arabe, dove il tè nero costituisce la quantità travolgente del tè bevuto nell’Occidente.
